La grande truffa dell'idrogeno ?

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La grande truffa dell'idrogeno ?

Messaggio  Luca Ricci il Dom Apr 21, 2013 11:07 am

La grande truffa dell'idrogeno ? contestati i dati del risparmio dei consumi e dell'inquinamento
è un cane che si morde la coda!.
di Luca RICCI - AUTOMOTO CLUB ROMAGNA
Chi ci guadagna sull'idrogeno sono i venditori di celle, vendute a prezzi esosi grazie all'illusione di possibili risultati eclatanti.

Quando si parla di "energia pulita" si parla praticamente solo di idrogeno. Purtroppo dobbiamo ammettere di esser stati vittime di un indirizzamento tendenzioso di legittime e nobili aspettative.

Molti di noi, sinceramente ambientalisti, darebbero chissà cosa per possedere un'auto il cui scarico potrebbe teoricamente essere respirato, o un analogo impianto domestico di riscaldamento. Ma non è così. Purtroppo dobbiamo ammettere di esser stati vittime di un indirizzamento tendenzioso di legittime e nobili aspettative. Sempre più scienziati, infatti, compreso il firmatario di questa lettera aperta, ci avvertono che c'è qualcosa di molto sbagliato, dati discutibili per infondatezza.

Il firmatario della presente iniziava già nel 1995 i primi rudimentali esperimenti di produzione e utilizzo dell'idrogeno - seguito e sostenuto da ricercatori e persone a vario titolo impegnati nella ricerca e sperimentazione dell'idrogeno - assieme siamo arrivati al desiderio di esprimere la preoccupazione e un netto dissenso rispetto alla campagna mediatica che a macchia di leopardo viene sostenuta per propagandare «l'idrogeno come combustibile pulito», addirittura alla base di una pretesa «rivoluzione ecologica». Questa campagna è stata avviata dal noto economista Jeremy Rifkin (Economia all'idrogeno, Mondadori 2002), presidente della Foundation on Economic Trends di Washington, e continua ad essere alimentata, nonostante incongruenze piuttosto evidenti negli assunti di fondo. L'idrogeno è un gas infiammabile che non esiste sulla superficie terrestre, e produrlo artificialmente richiede di per sé un notevole dispendio di energia, prodotto principalmente tramite metodologia dell'elettrolisi. Di conseguenza esso non può essere di per sé etichettato come di energia, ma soltanto come vettore, cioè come mezzo per immagazzinare l'energia prodotta da altre fonti. Notiamo qui subito che tale immagazzinamento, come ogni conversione da un tipo di energia ad un altro, ha un costo energetico, cioè comporta la degradazione in calore e la conseguente perdita di una parte dell'energia coinvolta. Oggi quasi tutto l'idrogeno prodotto industrialmente viene ottenuto a partire da fonti di energia fossili, più precisamente dal metano o da derivati del petrolio, attraverso processi detti di «reforming». L'idrogeno prodotto in questi processi contiene circa il 70% dell'energia fornita in ingresso, il dato di perdita dipende da come viene utilizzato l'idrogeno prodotto, mentre il restante 30% viene perso sotto forma di calore. Il nostro vettore di energia è quindi in realtà una energia di resa in passivo .

L'uso dell'idrogeno così prodotto non apporta quindi alcun vantaggio, anzi, può risultare svantaggioso quando si considera l'anidride carbonica prodotta per unità di energia generata.

Come si potrebbe utilizzare l'idrogeno? Se consideriamo l'uso per autotrazione, che è quello per il quale viene maggiormente propagandato, esistono due opzioni.
La prima, più immediata, è di utilizzarlo come combustibile per un motore a combustione interna opportunamente modificato come quelli esistenti nelle nostre automobili. Questa soluzione avrebbe la possibilità di liberare le città da buona parte dei gas di scarico prodotti dagli autoveicoli, e quindi di migliorare la qualità dell'ambiente urbano. Purtroppo, si tratta di un approccio al problema assolutamente insostenibile dal punto di vista globale. Ammettendo per i motori a idrogeno un rendimento pari a quello dei motori a benzina a gasolio o gas GPL o metano, come abbiamo detto vi è nel processo di produzione dell'idrogeno una perdita di energia che fa sì che, a parità di energia utile, occorra un consumo maggiore di idrocarburi, e conseguentemente il rilascio di una maggiore quantità di anidride carbonica nell'atmosfera.

Altra opzione è quella di usare l'idrogeno in celle a combustibile.
Si tratta di dispositivi che convertono l'energia immagazzinata nell'idrogeno in energia elettrica, che può essere usata per alimentare un motore elettrico. Anche in questo caso, il merito dell'idrogeno sarebbe quello di spostare l'inquinamento dalle città alle centrali di produzione dell'idrogeno.
Visti i buoni rendimenti delle celle a combustibile, con questa tecnologia ci si può aspettare un livello di consumi di idrocarburi - e quindi di produzione di anidride carbonica - pressoché pari a quello attuale, a parità di energia utile prodotta. Neanche questa dunque è una opzione valida dal punto di vista ambientale, stante la necessità di ridurre prima possibile i consumi di combustibili fossili e le emissioni di anidride carbonica.

C'è poi una visione che prevede la produzione di idrogeno senza il ricorso a sorgenti fossili, per mezzo di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili (solare, eolico, ecc.). L'idea di un sostanziale incremento della produzione di energia da fonti rinnovabili non può che trovarci pienamente favorevoli.
Tenuto conto però che, ragionevolmente, queste fonti potranno al più fornire solo una parte dell'attuale fabbisogno energetico mondiale, è possibile verificare che l'elettricità così prodotta sarebbe utilizzata in maniera più efficiente, cioè con minore spreco, immettendola direttamente nella rete elettrica piuttosto che non immagazzinandola con il processo di produzione dell'idrogeno, senza un senso logico è produrre elettricità da fonti rinnovabili ( eolico o solare ecc.) utilizzarla per produrre idrogeno tramite sistema dell'eletrolisi con una sicura perdita di energia per poi riconvertire l'idrogeno in energia elettrica perdendo nuovamente per l'ulteriore trasformazione.

L'idrogeno può essere ottenuto per reforming anche dal carbone. Questo procedimento, che come detto sopra equivale, in termini di produzione di anidride carbonica, a bruciare il carbone stesso (ma con minore resa energetica), questa possibilità però è stata scartata da tempo essendo di fatto molto meno redditizia, la differenza di energia prodotta con questa metodologia è di gran lunga inferiore rispetto a quella dell'elettrolisi.

Questa dell'idrogeno è certamente una possibilità da sperimentare ma non vengano divulgati dati non coerenti come si leggono su alcuni giornali e in rete, gli esperimenti da noi effettuati nei veicoli stradali di uso comune sulle nostre strade non hanno dato alcuna miglioria sui consumi, ne sull'inquinamento prodotto dagli scarichi, nelle migliori delle ipotesi si riuscirebbe a spostare un minimo di inquinamento dall'interno delle città in periferia, ma attualmente nulla di più.

L'idrogeno è un gas artificiale potente, di fatto non è facilmente immagazzinabile in contenitori tipo bombole che contengono l'attuale gas GPL o metano, in caso di sinistro con incendio del veicolo l'esplosione della bombola carica di idrogeno avrebbe un esito devastante, ecco il perchè l'idrogeno deve essere prodotto "sul momento" mentre il veicolo circola e come ho già scritto l'energia necessaria per produrlo è superiore all'energia prodotta, un cane che si morde la coda!.
Chi ci guadagna sull'idrogeno sono i venditori di celle, vendute a prezzi esosi grazie all'illusione di possibili risultati eclatanti.

Luca RICCI
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