RAVENNA: TUNISINI A CACCIA DI DEI NOSTRI FIGLI, MA I GIORNALI PREFERISCONO PARLARE DEL PARCO ''BELLA CIAO''

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RAVENNA: TUNISINI A CACCIA DI DEI NOSTRI FIGLI, MA I GIORNALI PREFERISCONO PARLARE DEL PARCO ''BELLA CIAO''

Messaggio  Luca Ricci il Gio Ott 30, 2014 8:38 pm

Nella giornata di ieri a Castiglione di Ravenna abbiamo intervistato un ragazzino di 17 anni che vive a qualche chilometro da luogo dell'incontro.. Un ragazzino semplice, che, nonostante la moda del piercing lascia comune trapelare il suo viso acqua e sapone e tutta la sua timidezza.. Non faremo il nome perché visti i fatti, potrebbe sicuramente subire ripercussioni.. Gli abbiamo attribuito un nome di fantasia proprio per tutelarlo e per tal motivo lo chiameremo Marco. Manterremo il riservo anche nei confronti dei vari interlocutori che abbiamo intervistato per approfondire la vicenda e giusto per loro gentile richiesta. leggendo il seguito dell'articolo capirete perchè nessuno vuole apparire come testimone dei fatti in questa storia..



Ho avuto l'opportunità di conoscere Marco tra suoi amici che esprimevano comunque tutta la loro preoccupazione per il ragazzo. Nonostante tutto ha trovato la forza di raccontarci la storia delle ultime due settimane. Un vero e proprio incubo e il continuo terrore di subire qualche aggressione durante ogni suo spostamento..

Marco ha vissuto gli ultimi dieci giorni nella paura, perché scambiato per un suo amico che ha il medesimo mezzo di trasporto, un Ape.. Qualche giorno prima in una località vicina a Castiglione, dei bambini di 5a elementare hanno avuto a che dire in merito a litigi che da tempo si protraevano. A quel punto interveniva il padre di uno dei bambini, un uomo di origine tunisina che si metteva a discutere in modo acceso con il fratello maggiore del bambino, che si trovava nei pressi dell'uscita da scuola per riportarlo a casa.



Nota: Il fratello maggiore del bambino è amico di Marco e sempre per tutelare la sua privacy lo chiameremo Massimo.



Massimo in quella circostanza non ha potuto fare altro che difendere il fratellino più piccolo, dalle ingiurie dell'adulto.. Intervenuti alcuni pacieri, pareva che la cosa fosse finita li, o almeno, li sarebbe finita tra persone con un minimo di civiltà.. Purtroppo pare che l'uomo non abbia gradito l'intervento del ragazzo, nè le parole che in quel contesto sono volate sia per la tensione del momento, che per il clima di intolleranza che il governo, con tutte le ultime politiche scellerate sull'immigrazione ha creato.



La gente non è più solamente indignata, ora inizia a manifestare apertamente e con rabbia quel disagio che vive ogni giorno sulla propria pelle, il disagio di una discriminazione e un razzismo all'incontrario che accendendo sostanziosi malumori nell'opinione pubblica. Si è parlato tanto di ius soli nelle politiche di destra e sinistra, si è teso ad accogliere e offrire sostegno a chiunque arrivasse nel nostro paese, ma pare che ciò sia andato tutto a discapito dello ius sanguinis, ossia di tutti coloro che sono il popolo originario di questo disgraziato paese sull'orlo di una crisi di nervi.



Massimo arrivato a casa non ha potuto far altro che raccontare l'accaduto ai genitori.. Ma attenzione bene, la vendetta a quanto pare, anche in Tunisia è un piatto che va servito freddo..!



Dopo qualche giorno in località Carraie (RA), suonano al campanello di casa, apre il padre di Massimo e subito si percepisce che qualcosa non va.. Il padre viene aggredito dal tunisino con cui aveva avuto lo scontro Massimo davanti a scuola e viene preso a bastonate davanti all'uscio di casa.. Qualcuno chiama immediatamente i carabinieri che intervengono di li a poco e fermano l'aggressore ancora tutto sporco di sangue.. Arriva l'ambulanza e il padre di Massimo viene portato d'urgenza all'ospedale di Ravenna, dove rimane in prognosi riservata..



Passa qualche giorno ed arrivano altri tunisini provenienti da Bologna, 5 automobili per un totale di 15 individui che davano vita ad una vera e propria "caccia all'uomo".. Stavano cercando ancora il giovane Massimo, e si muovevano nella zona fra Carraie e S. Pietro in Vincoli. Dalle informazioni raccolte, erano in tutto una quindicina.. Iniziano a bloccare qualsiasi ragazzino passi per strada e a chiedere informazioni su Massimo, si dirigono verso S. Pietro in Vincoli dove a quanto pare qualcuno aveva riferito che il ragazzo si ritrovasse con gli amici e quale bar frequentasse..



Marco a questo punto per pura casualità ci finisce di mezzo venendo scambiato proprio per il suo amico che ha un'Ape molto simile al suo..



Una macchina lo insegue, lo supera e gli blocca la strada facendogli segno di fermarsi, uomo scende con in mano un probabile coltello da quello che riferisce Marco e inizia a scuotere l'Ape per farlo scendere.. Marco in preda al panico si mette ad urlare e solo dopo breve tempo il malintenzionato, si accorge che non era il ragazzo che stava cercando.. Marco riesce a malapena con la sua Ape a viaggiare, era spaventato, terrorizzato e riesce a rifugiarsi a Carraie nell'unico locale che trova aperto.. La titolare riferisce di averlo visto entrare che era visibilmente in preda al panico, bianco in volto e a stento riusciva a reggersi in piedi..

Tuttavia Marco anche sotto shock aveva realizzato dentro di se chi stavano cercando, aveva capito che quegli "uomini", permettetemi di metterlo tra virgolette, erano li per il suo amico Massimo che immediatamente avvisa col suo telefonino..



Fortunatamente Massimo non si trovava nella zona di S.Pietro in VIncoli quella sera perchè il locale che frequenta di solito "Da Fabio" era chiuso per turno.. Riesce così ad organizzarsi con la famiglia in fretta e furia e a fuggire da Carraie verso l'abitazione di parenti che tutt'ora li ospitano..



L'unica intervista che abbiamo ricevuto e non collima con tutte le altre è quella di un barista del Circolo PD di S. Pietro in Vincoli, il quale riferisce che è vero che ha visto queste persone girare per le strade del paese e poi aggiunge: "si sono venuti anche qui, stavano cercando qualcuno, ma qui stavamo guardando la partita e si sono accorti che non c'erano ragazzini ma solo adulti".

Abbiamo chiesto al barista, un ragazzone alto e moro, se ci poteva descrivere queste persone che si aggiravano per il paese e le automobili.. Il barista riferisce testuali parole: " ma si erano ragazzi che erano venuti giù da Ravenna penso, probabilmente erano dei terroni o giù di li insomma che avevano voglia di far del casino, ma qui di casino hanno capito che non ne potevano fare"



Questa la deposizione raccolta presso il "Bar dei Comunisti", così lo chiamano a S. Pietro in Vincoli.. Devo ammettere che sentire certe affermazioni superficiali, sommarie e discriminanti verso il nostro popolo del sud, ci ha lasciati non poco perplessi.. Dall'altra parte però ci ha resi ancora più coscienti che, uno dei problemi maggiori in termini di ignoranza, lo viviamo proprio in casa nostra e quotidianamente.. E contro l'ignoranza è davvero dura la lotta..!



Abbiamo contattato Massimo telefonicamente per un eventuale incontro e per apportare ulteriori dettagli sul caso, ma ha preferito evitare di rilasciare deposizioni in merito all'accaduto.. Ha riferito solo di non preoccuparci che ora è lontano, è al sicuro.. Il nostro Marco invece è ancora li e teme per se stesso, teme di avere ulteriori ripercussioni in virtù del fatto che è un amico molto vicino a Massimo.. Teme di ritrovarsi un'altra volta con qualcuno che gli vada a chiedere in malo modo dov'è finito Massimo..



Tutti in paese da quello che abbiamo capito, ora lo osservano a vista, tutti sono ora più attenti che mai ad ogni movimento sospetto e a chi si avvicina a Marco..

Provate ad immaginare la situazione di Marco, uno dei nostri figli, un ragazzo di 17 anni che vive con la paura di uscire di casa.. Questa è l'Italia che la mala politica ci ha regalato.. Un italia di cui i giornali locali della zona non parlano, chissà, forse sono cose che una parte dell'elettorato è meglio che non sappia..



Meglio riempire le pagine dei giornali raccontando dell'inaugurazione del nuovo parco per bambini e andare fieri del fatto di essere riusciti a chiamarlo con quel tipico nome che regala gloria ai vecchi del partito e all'ANPI, il "Parco Bella Ciao"..






per info Luca Ricci 3482821706
Articolo di Molinari Raffaele 3406524252 per Liberazione italiana
http://www.liberazioneitaliana.it/news/ravenna-tunisini-a-caccia-di-dei-nostri-figli-ma-i-giornali-preferiscono-parlare-del-parco-bella-ciao/

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