Come va scritta la presegnalazione di un servizio elettronico della velocità a distanza o remota ?

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Come va scritta la presegnalazione di un servizio elettronico della velocità a distanza o remota ?

Messaggio  Luca Ricci il Lun Feb 13, 2017 1:05 am

Come va scritta la presegnalazione di un servizio elettronico della velocità  a distanza o remota ?
di luca RICCI. (13/02/2017)

Dal 3 agosto 2007 il codice della strada viene integrato con il comma 6 bis dell'art. 142 , nel particolare il servizio di controllo elettronico della velocità deve essere "presegnalato" e "ben visibile".
successivamente sono state emanate circolari, direttive pareri ministeriali per tentare di fare chiarezza sull'argomento, pochi però si sono accorti che il servizio di controllo della velocità deve essere "informato" all'utente della strada non genericamente con il classico ridondante molte volte illegittimo cartello con scritto  "controllo elettronico della velocità" apposto in ogni luogo nelle nostre strade.
l'obbligo della presegnalazione impone alla forza di polizia di informare del servizio in corso agli utenti della strada, ma come deve essere informato?
Le fatture costruttive della cartellonistica è ben chiara nelle disposizioni del CdS, le dimensioni dello stesso e delle lettere apposte altrettanto, ma cosa scrivere nel cartello ?
ci sono due sistemi di rilevazione della velocità quella "puntuale" e quella "media percorrenza ".
il rilevamento puntuale è quando è in un dato preciso momento e posizione viene rilevata la velocità di un veicolo in transito tramite strumenti esempio la pistola laser che sono in grado di rilevare mentre il veicolo è in avvicinamento o in allontanamento dalla postazione, strumenti a transito laterale tipo l'autovelox 104 o 105 o velomatic, oppure ultimo ritrovato strumentale lo Scout Speed installato a bordo del veicolo che in marcia è in grado di rilevare la velocità  dei veicoli che incontra.
il rilevamento della velocità di "media percorrenza" è molto prevalentemente presente nelle nostre autostrade, con strumentazione denominate tutor o sicve o virgilius che rilevano il transito di un veicolo sotto una "porta" posta sulla strada e dopo alcuni chilometri passando sotto una seconda porta ne rileva l'uscita calcolandone il tempo trascorso e conoscendo al distanza percorsa è in grado di calcolare la velocità di media percorrenza della tratta di strada.

Nelle strade extraurbane secondarie urbane di scorrimento è possibile utilizzare strumenti elettronici di rilevamento della velocità sia puntuale che di media ma con la possibilità se concessa dal Prefetto di operare in modalità "a distanza " qui un post che chiarisce l'argomento:

http://acromagna.forumattivo.it/t486-autorizzazione-del-prefetto-autovelox-accertamento-a-distanza-o-remoto-le-differenze-tecniche

Il servizio in modalità a distanza non va presegnalata come un servizio presidiato dalla forza di Polizia, difatti il servizio presidiato deve essere presegnalato con la scritta:
" rilevamento elettronico della velocità " o " Controllo elettronico della velocità"
mentre invece un rilevamento a distanza va segnalato così
" Rilevamento a distanza della velocità"
in quanto e per informare che la strumentazione viene utilizzata in modalità automatica e che quindi non sarà presente l'agente sul posto, che non verrà eseguita o nemmeno tentata la contestazione immediata,  che l'accertamento sarà effettuato a distanza di luogo e di tempo e che quindi sarà notificato secondo le norme dell'art. 201 il verbale presso l'indirizzo dell' intestatario del veicolo in infrazione.
i riferimento normativi per questa prescrizione si evince dalla direttiva 777/2006 SULLA CORRETTA ED UNIFORME APPLICAZIONE DELLE NORME DEL CODICE DELLA STRADA IN MATERIA DI SEGNALETICA E CRITERI PER L’INSTALLAZIONE E LA MANUTENZIONE.
qui uno stralcio della direttiva 777/2006 al punto 2.8:

2.8. Controllo delle limitazioni di velocità
Le limitazioni della velocità, sia quelle massime generali, sia quelle localizzate, sono efficaci solo se rispettate.
Il rispetto delle disposizioni si ottiene generalmente mediante un continuo, sistematico e severo controllo del traffico.
Solo così si può sperare di aumentare le condizioni di sicurezza della circolazione e diminuire gli incidenti, od almeno la loro gravità.
Anche se la velocità non è sempre di per se causa diretta di incidenti, essa ne aggrava in ogni caso le conseguenze e gli effetti, qualunque ne sia l’origine.
L’efficacia delle leggi sulla velocità dipende, in ultima analisi, oltre che dalla razionalità della loro applicazione, soprattutto dal modo col quale
vengono fatte rispettare.
Se, pertanto, si desidera raggiungere veramente lo scopo di ridurre gli incidenti è indispensabile che gli organi di Polizia Stradale siano
adeguatamente istruiti e dotati di apparecchi di misura della velocità.
E’ anche indispensabile che gli stessi operino con continuità e sistematicità per realizzare controlli in punti vari delle reti stradali, attuando
una strategia di presenze variabili come posizione, ma costanti nel tempo.
In tal senso si rammentano taluni criteri essenziali:
- nei centri abitati condurre periodici controlli delle velocità
soprattutto nelle ore serali e lungo le grandi strade a traffico veloce della periferia;
- addestrare pattuglie che si specializzino nell’uso delle idonee apparecchiature per ottenere un servizio ed un rendimento migliore;
- utilizzare mezzi tecnici e dispositivi approvati da questo Ministero;
- stabilire programmi periodici di controllo della velocità, dando priorità ai controlli sulle strade particolarmente pericolose, in modo
da interessare tutti i quartieri nelle città e le strade extraurbane nelle zone di competenza.
E’ opportuno qui ribadire che i dispositivi e mezzi tecnici per il controllo del rispetto dei limiti di velocità possono essere impiegati su
qualunque tipo di strada, purchè direttamente gestiti dagli organi di Polizia Stradale. In questa modalità operativa non sussistono obblighi di
informazione o di comunicazione agli utenti.
Per quanto riguarda l’installazione di apparecchiature finalizzate al rilevamento a distanza delle violazioni alle norme di comportamento, tra
cui quella dell’art. 142 del Codice della Strada, sussiste unicamente l’obbligo di darne informazione agli utenti, come prescritto dall’art. 4,
comma 1, del D.L. n. 121/2002, convertito con modificazioni nella Legge 168/2002.
Non va dimenticato che tale previsione è essenzialmente conseguenza delle esigenza, da parte degli organi di Polizia Stradale, di
perseguire alcune delle violazioni più gravi alle norme del Codice della strada commesse in luoghi in cui è molto difficile eseguire l’accertamento o
addirittura impossibile (gallerie, viadotti e ponti senza corsia di emergenza, strade percorse a velocità sostenuta).
Esse possono essere installate senza limitazioni su tutte le autostrade e strade extraurbane principali; l’installazione sulle strade extraurbane
secondarie e urbane di scorrimento, ovvero su singoli tratti di esse, è invece subordinata ad un apposito decreto prefettizio di individuazione, emanato
ai sensi del comma 2 del richiamato art.4, del D.L. n. 121/2002. Secondo il successivo comma 3, se vengono utilizzati dispositivi che consentono
l’accertamento dell’infrazione in modo automatico, senza la presenza degli organi di Polizia Stradale, essi devono essere appositamente approvati a tal
fine, a norma dell’art. 45, comma 6 del Codice, ferma restando la loro possibile utilizzazione sugli stessi tipi di strade. L’impiego delle
apparecchiature per il controllo a distanza è riservato ai soli organi di Polizia Stradale di cui all’art. 12, comma 1, del Codice.
Le direttive per l’utilizzazione e installazione dei dispositivi per il rilevamento a distanza delle infrazioni sono state emanate dal competente
Ministero dell’Interno – Dipartimento della Pubblica Sicurezza – Direzione Centrale per la polizia stradale, ferroviaria, di frontiera e postale, e
Dipartimento per gli affari interni e territoriali, con prot. N.:
300/A/1/54584/101/3/3/9 del 3 ottobre 2002
300/A/1/54585/101/3/3/9 del 3 ottobre 2002
300/A/1/41198/101/3/3/9 del 8 aprile 2003,
M/2413 – 12 del 26 gennaio 2005.
Questo Ministero condivide i contenuti delle richiamate direttive, e, per la parte che qui interessa, in particolare il punto 7 della prot.
300/A/1/54584/101/3/3/9 del 3 ottobre 2002, dove è chiarito che:
“Il primo comma dell’articolo 4 del d.l. 121/2002 prescrive che
l’installazione o l’utilizzazione dei dispositivi o dei mezzi tecnici di
controllo a distanza deve essere portata a conoscenza degli utenti della
strada".
La norma, utilizzando il termine “informazione” e non facendo alcun riferimento alla necessità di una specifica forma di segnalamento o alla
collocazione di un segnale stradale previsto dal Codice della Strada, ha inteso stabilire che l’avviso della presenza o dell’utilizzazione dei
dispositivi o dei mezzi tecnici può essere dato con qualsiasi strumento di comunicazione disponibile e cioè, a titolo esemplicativo, attraverso
pannelli a messaggio variabile, comunicati scritti o volantini consegnati all’utenza, annunci radiofonici o da parte degli organi di informazione,
pubblicazione ordinanze prefettizie, ecc.
Tale obbligo non implica necessariamente l’apposizione di uno specifico segnale stradale (che peraltro non può essere escluso a priori), e si
applica strettamente solo ai sistemi che realizzino il controllo a distanza, ovvero senza la presenza degli organi di Polizia Stradale, e solo sulle strade
o tratti di strade espressamente previste dal comma 1, dell’art. 4 del d.l. n. 121/2002.
In mancanza di altri strumenti di comunicazione nulla vieta che l’informazione possa essere fornita anche attraverso la collocazione di
idonei segnali stradali di indicazione, temporanei o permanenti, installati con adeguato anticipo rispetto al luogo in cui viene utilizzato il dispositivo
di rilevamento, e in modo da garantirne l’avvistamento.
In tal caso, l’eventuale segnale può essere realizzato con un pannello rettangolare, di adeguate dimensioni, del colore di fondo proprio del tipo di
viabilità sulla quale viene installato (art. 78, comma 2, del Regolamento), che riporti, in coerenza con quanto previsto dall’art. 4, comma 1,del D.L. n.
121/2002, le iscrizioni: - “Rilevamento a distanza delle violazioni” ovvero, per il caso specifico: “Rilevamento a distanza della velocità”,


eventualmente integrato con il simbolo dell’organo di polizia che attua il controllo.
La distanza di installazione deve essere molto contenuta, in particolare è necessario che non vi siano tra il segnale e il luogo di
installazione delle apparecchiature di ripresa intersezioni stradali che possano far pretendere la ripetizione del messaggio dopo l’intersezione.
Trattandosi di informazione puntuale e non di segnaletica prescrittiva non vi è necessità di alcuna ripetizione del segnale e tanto meno l’indicazione
della “fine”.
Si coglie l’occasione per puntualizzare che la gestione delle apparecchiature, essendo ricompresa tra le attività di prevenzione e di
accertamento di cui all’art. 11, comma 1, lettera a), del Codice della strada, costituisce servizio di polizia stradale, e pertanto non può essere delegata a
terzi, pena la nullità giuridica degli accertamenti, e la censurabilità delle amministrazioni inadempienti.
Al contrario, le singole apparecchiature possono essere noleggiate con contratti che prevedano, altresì, gli interventi di manutenzione, essendo
sufficiente che le stesse siano nella disponibilità degli organi di Polizia Stradale, ai sensi dell’art. 201, comma 1-bis, lettera e), del Codice della
strada.
Sempre in merito ai controlli sui limiti di velocità si deve osservare infine che risultano installati su alcune strade pannelli luminosi che
segnalano la velocità tenuta dai veicoli che sopraggiungono. Pur ispirati dalle migliori intenzioni, tali dispositivi, soprattutto se non sono seguiti da
successivi rilievi e provvedimenti sanzionatori, possono risultare quasi una provocazione ed innescare pericolose competizioni tra utenti della strada
poco disciplinati. Per questi dispositivi non è mai stata rilasciata alcuna approvazione, che peraltro non è prevista dalle norme in vigore, e quindi
può anche dubitarsi della loro precisione ed attendibilità.


“Rilevamento a distanza della velocità”
questo deve essere scritto in un cartello che presegnala una postazione fissa autovelox che rileva le infrazioni in modalità a distanza e/o remota e non il classico " controllo elettronico della velocità " scritta informativa  per le rilevazioni puntuali e strumentalmente presidiate dall'agente.


Come va scritta la presegnalazione di un servizio elettronico della velocità  a distanza o remota ?
di luca RICCI. (13/02/2017)

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