L'alta velocità: comprendiamo i nostri limiti

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L'alta velocità: comprendiamo i nostri limiti

Messaggio  Luca Ricci il Gio Gen 03, 2013 10:45 pm

L'alta velocità: comprendiamo i nostri limiti

La concezione di automobile si è notevolmente mutata dalla nascita ad oggi. Da strumento di trasporto e di spostamento fino ad arrivare ad essere un'estensione del proprio corpo.

La concezione di automobile si è notevolmente mutata dalla nascita ad oggi. Da strumento di trasporto e di spostamento fino ad arrivare ad essere un'estensione del proprio corpo. Possiamo dire che è parte del nostro status simbol?

Partirei anche da un'importante premessa: l'uomo non ha la piena consapevolezza dei propri limiti alla guida e non sempre un'adeguata percezione del rischio. L'essere umano è nato per andare ad una velocità non superiore ai 10 Km/h e questo non si lega soltanto all'uso delle gambe ma alle facoltà attentive, percettive che sono implicate nel movimento. Oggi con il veicolo si superano tranquillamente i 100 Km/h.

Chiaramente la flessibilità ha portato tutti noi a sviluppare competenze sempre nuove e adattive, ma ciò non determina il totale controllo della realtà che sarebbe solo un'amara illusione. La percezione del rischio e del pericolo si legano moltissimo alla storia soggettiva e alla considerazione che abbiamo della nostra esperienza. Con ciò mi riferisco a errori di giudizio del tipo "non ho avuto mai incidenti!" che porta a pensare di essere buoni guidatori e che sarà sempre così. Affidarsi ad alla percezione che ho della la mia guida determinare la falsa credenza che il futuro andrà per come è andato il passato, negando l'elemento aleatorio (ovvero legato alla fatalità).

Ma l'imprevisto è sempre dietro l'angolo e l'uomo deve prepararsi a ciò. Maggiore è la velocità a cui andiamo maggiore è la richiesta di attenzione alla guida. Questo non si sa o si sottovaluta, così come si sottovaluta che più attenzione richiediamo alla nostra mente più ci affatichiamo (vedi articolo precedente), e questo ha delle ripercussioni nella nostra modalità di guida. L'affaticamento comporta sonnolenza, distrazione, scarsa concentrazione. Ricordiamo che se siamo distratti percepiamo il pericolo in ritardo, compromettendo i tempi di reazione e aumentando il rischio di non riuscire ad evitare il contatto con l'altro veicolo.

Il concetto di velocità su strada non dipende solo dal cartello con scritto il limite di velocità ma si lega anche al buon senso di regolarla in funzione a dove mi trovo (se ci sono scuole in prossimità o meno), alle condizioni della strada (buia, rovinata...), al traffico, etc. Pertanto andare ad una velocità idonea sia al limite sia al contesto mi permette in pratica di percepire il pericolo a rallentatore, riuscendo ad anticipare la percezione del pericolo ed ad avere più tempo per scegliere e modificare il mio movimento.

Si ritiene oggi che uno dei fattori che porta alcuni ad andare veloci è la ricerca di sensazioni forti, in altri termini l'uomo insegue la sensazione di sentirsi libero e potente. Non ultima la fretta. Il ritardo. Una buona strategia per evitare il ricorso all'acceleratore è calcolarsi il percorso da A a B, valutando il tempo di impiego, partendo in anticipo (quando si può), rischiando piuttosto che la vita di arrivare semplicemente in ritardo. Per non parlare del rischio che alcuni "distrattori" di guida come la musica accelerata e ad alto volume o l'I-pod (ancora peggio) sono stati studiati nella loro influenza sul comportamento di guida (vedi altri articoli di psicologia viaria).

Luca Ricci
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