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RAVENNA - Ricorso autovelox accolto, condannata alle spese processuali la Polizia Stradale di Ravenna

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Messaggio  Luca Ricci il Gio Gen 03, 2013 11:28 pm

COMUNICATO STAMPA 9 maggio 2011

Ricorso autovelox accolto, condannata alle spese processuali la Polizia Stradale di Ravenna


L’Automobile Club Padania soccorre in diretta un automobilista sanzionato da un servizio autovelox sulla Statale Adriatica eseguito in modalità non corrette, l’automobilista presenta ricorso al Giudice di Pace che non solo accoglie ma condanna anche la Polizia Stradale di Ravenna alle spese processuali.

Sventura a lieto fine per Massimiliano Moretti automobilista ravennate sanzionato sempre a Ravenna sulla Statale Adriatica il 6 agosto 2010 da una pattuglia della Polizia Stradale, accertamento che fin da subito non convince.
L’automobilista è fortunatamente assistito direttamente in strada durante la contestazione immediata dell’infrazione da Luca RICCI referente nazionale dell’Automobile Club Padania presente non casualmente sul posto, così il MORETTI su consiglio del RICCI chiede di inserire nelle dichiarazioni del trasgressore le proprie perplessità in merito alle presunte irregolarità dell’accertamento senza poi firmare il verbale ma riceverne copia.
Successivamente si rivolge all’avvocato Mirco MORGANTI di Faenza il quale in collaborazione con il RICCI redige e propone ricorso al Giudice di Pace di Ravenna competente per territorio.
Svolte inutilmente 3 udienze alle quali nonostante invitati gli agenti accertatori trascurano alla quarta invece si presentano entrambi il RICCI (invitato per la prima volta) e uno degli agenti accertatori, vengono pertanto entrambi ascoltati dal Giudice di Pace adito la Dott.ssa VENTURELLI.
IL RICCI testimone della vicenda espone nella propria deposizione con rilevazioni fotografiche e una serie di filmati video eseguiti sul momento nello svolgere dei fatti, si evidenzia nel filmato come la postazione fosse irregolarmente presegnalata da un cartello mobile anziché la scritta luminosa in dotazione al veicolo di istituto, che il cartello mobile presegnalatore comunque sottodimensionato era nascosto alla vista degli automobilisti in arrivo e non ripetuto vista la presenza di una intersezione tra lo stesso e la postazione autovelox.
Disattesa è anche la normativa della distanza minima della presegnalazione (che sulle strade extraurbane principali è di 250 metri) che però utilizzando la pistola laser deve essere calcolata non dalla posizione della postazione ma dal punto di rilevamento essendo uno strumento che rileva velocità ai veicoli a distanza (fino ad 800 metri).
Infine contestata anche la visibilità della postazione ai veicoli in arrivo nel tratto di strada sottoposta al controllo essendo posizionata al margine esterno di una rientranza della strada nascosta dalla vegetazione, all’ombra di una voluminosa pianta e con il portellone posteriore aperto.
Un filmato e prove schiaccianti alle quali l’agente accertatore nulla ha potuto, il Giudice di Pace ha accolto il ricorso e condannato la Polizia Stradale alle spese processuali.

www.

ACP Press – Rebecca TURCI (contatto skype “ACP press”)


Savio di Ravenna li 9 maggio 2011
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