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L'inesperienza e la creazione degli automatismi alla guida

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Messaggio  Luca Ricci il Gio Gen 03, 2013 10:46 pm

L'inesperienza e la creazione degli automatismi alla guida

La questione degli automatismi alla guida è un fattore rilevante soprattutto quando si parla di neopatentati. La guida è un'esecuzione contemporanea di azioni e ciò spiega perché...

La questione degli automatismi alla guida è un fattore rilevante soprattutto quando si parla di neopatentati. La guida è un'esecuzione contemporanea di azioni e ciò spiega perché il neopatentato all'inizio del suo percorso di apprendimento sia nel bagno di sudore durante le sue prime guide (vedi art. "Guidare l'auto: una fatica nascosta").

Nei mesi iniziali queste azioni non riescono ad essere automatiche e soprattutto non sempre riescono ad essere eseguite contemporaneamente. Motivo per cui ciò che giova al neopatentato è fare tanta esperienza e prove di guida non soltanto nelle autoscuole ma anche con i familiari ad esempio. Si consiglia, infatti, una guida assistita, facendo attenzione a non trasferire al giovane eventuali errori che commettiamo alla guida (cosa molto frequente visto il modo di guidare degli italiani). È chiaro che un figlio tenderà a riprodurre ciò che fa il genitore. Chiaramente invitiamo i lettori a non commettere l'errore di togliere fiducia al proprio figlio per la paura che possa succedere loro qualcosa, perché "ancora non sa guidare bene", perché è necessario che si possano anche sperimentare il più possibile per acquisire più sicurezza, alla guida come in altre esperienze di vita. Ovviamente è consigliabile affiancare al proprio figlio un istruttore qualificato, sia per motivi di sicurezza che di buon apprendimento. Meglio spendere 100/200 Euro in più ma avere un figlio preparato e ben formato. Basterà farlo rinunciare ad un solo capo di moda firmato e avrete ottenuto un duplice risultato: più sicurezza ed un maggiore rispetto dei soldi.

Entrando nel particolare molti errori di guida all'inizio hanno a che fare con una scansione visiva non adatta e ad errori di attenzione. Nel neo-patentato questa è naturalmente una capacità in via di acquisizione. Sappiamo che l'attenzione è un importante processo cognitivo che permette all'uomo di fare una scansione degli stimoli ambientali, evidenziandone alcuni e ignorandone altri. Stiamo attenti a non sottovalutare che non solo la scarsa attenzione aumenta il rischio di incidente, ma anche un eccessivo livello di attenzione è sbagliato in quanto può aumentare il livello di ansia che riduce la prestazione, poiché l'ipercontrollo non permette una scelta e una sintesi delle azioni da fare.

Un fattore di riduzione del rischio di incidentalità, come già detto, è la guida assistita, ma anche evitare all'inizio di guidare di notte o di portarsi amici in macchina, in quanto questi possono modificare il comportamento del veicolo, oltre che essere fonte di distrazione. Man mano che affianchiamo il giovane ci renderemo conto del suo livello di esperienza, anche in situazioni più "difficili" (autostrada, buio, scarsa visibilità). Un altro fattore di rischio nei giovani è legato al possedere macchine vecchie. È questo è un retaggio che ci si porta (anche se oggi c'è chi per i 18 anni ha regalata la macchina nuova...) dalle vecchie generazioni, pensando "così non mi distrugge la macchina nuova". Ma il risvolto della medaglia è che manca la sicurezza passiva esponendo così il giovane al rischio di essere danneggiato maggiormente in caso di incidente. Invitare i genitori a scegliere macchine sicure e non soltanto economiche per i propri figli. Informarsi sui sistemi di sicurezza esistenti nell'auto di vostro figlio potrebbe permettergli di salvargli la vita, rifletteteci.

Per i genitori ansiosi un buon modo per facilitare il rapporto con il proprio figlio è conoscerlo, affiancandolo, non proibire a priori di fare qualcosa ritenuto pericoloso (ricordiamo che la percezione del pericolo è soggettiva e relativa), ma spiegando le motivazioni che li portano ad essere protettivi e valorizzando l'ascolto ed il confronto. La fiducia si crea e si acquisisce soltanto attraverso il contatto e la conoscenza reciproca. Quindi un suggerimento può essere di segnalare i molteplici video esplicativi sui sistemi di sicurezza (per primo sull'uso delle cinture anteriori e posteriori), nonchè tutto il materiale informativo da utilizzare con i giovani per accendere il dibattito ed il confronto anche perché i giovani hanno bisogno non tanto di repressione, ma di spiegazioni. Questo soprattutto con i bambini di cui spesso si sottovaluta la possibilità di comprendere. Loro hanno bisogno che gli si spieghi il perché delle cose, come funzionano, se no si rischia che siano essi stessi a darsi delle risposte rischiando di essere scollate dalla realtà.

Tirando le somme ci tengo a ribadire che l'inesperienza nel neo-patentato non deve destare allarme nel genitore, perché l'allenamento in pochi mesi aumenta la competenza e la preparazione alla guida. Inoltre stiamo alla larga dalle generalizzazioni, perché non è mia intenzione lasciar intendere che tutti all'inizio saranno predisposti allo stesso modo: ognuno ha le sue risorse, il suo carattere, i suoi tempi soprattutto. Il comune denominatore in questo discorso è sapere avviarlo, sin da subito, alla guida responsabile, spiegando il perché è importante l'uso delle cinture, cosa sono i sistemi di sicurezza (scusate ma non finirò mai di dirlo), stimolarlo a riconoscere i propri limiti se ha bevuto troppo, nel caso rassicurandolo sulle strategie opportune da mettere in atto, come far guidare l'amico che non ha bevuto ("Bob") o chiamare a casa anche se è tarda notte o chiamare un taxi (poi paga papà!): non importa.

Qualunque sia la soluzione che sceglierete sarà quella più sicura.
Luca Ricci
Luca Ricci
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